Nell'ottobre del 2008 gli studenti delle scuole private di Osaka si sono presentati alla sede della provincia con questa richiesta: "Non toglieteci la possibilità di studiare". Lo scopo era protestare contro alcuni provvedimenti del governatore Toru Hashimoto.

Eletto nel gennaio del 2008 con un consenso superiore all'80 per cento, l'ex stella della televisione Hashimoto ha introdotto alcune riforme presentando Osaka come un'azienda in fallimento che doveva tagliare le spese. Uno dei primi provvedimenti è stata la riduzione delle sovvenzioni alle scuole. La conseguenza è stata pesante soprattutto per la maggior parte degli istituti privati che a primavera, con l'inizio dell'anno scolastico, hanno aumentato le rette. Negli ultimi anni le iscrizioni nelle scuole private erano aumentate a causa della sfiducia nei confronti di quelle pubbliche, che hanno problemi di organizzazione e pochi insegnanti qualificati.

Ora, però, molti genitori non sanno come far continuare gli studi ai figli. "Sarà anche colpa della crisi finanziaria, ma i nuovi iscritti diminuiscono ogni anno", dice Kazuhiko Kojima, direttore di un centro di recupero degli anni scolastici. Forse i tagli non renderanno Osaka la città dei bambini sorridenti come vorrebbe Hashimoto. Ma probabilmente riporteranno gli studenti nelle scuole pubbliche.

di Alessia Cerantola per Internazionale

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