
In Giappone l'anno scolastico finisce a marzo e ad aprile i neolaureati cominciano a lavorare. Di solito le aziende inviano le loro offerte di lavoro alle scuole entro l'ottobre dell'anno precedente la laurea, assicurando così agli studenti un impiego appena finita l'università.
Ma con l'aggravarsi della crisi economica molte aziende hanno dovuto cancellare le naitei, le promesse informali d'impiego presentate prima della fine dei corsi. La marcia indietro di molte ditte sta diventando un problema, scrive il settimanale Shukan Diamond, tanto che il ministero della salute e del lavoro ha deciso di pubblicare i nomi di quelle che non hanno mantenuto il loro impegno. Inoltre, molte aziende – da quelle automobilistiche a quelle editorial come la televisione pubblica Nhk, alle banche – hanno ridotto il numero di assunzioni. La Toyota è scesa da novecento a meno di seicento persone. I neolaureati a Tokyo quest'anno sono 150mila. "La partecipazione agli incontri informativi è aumentata di tre o quattro volte rispetto all'anno scorso", spiega Hirokazu Hikuch della Triumph, una ditta che si occupa di risorse umane, "e questo fa una buona impressione ai datori di lavoro. Ma gli studenti sono così ansiosi di trovare un posto che scelgono le aziende senza chiedersi se sono davvero quelle che fanno per loro".di Alessia Cerantola per Internazionale


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