"La statua di Ashura è come la Venere di Milo del mondo buddista. Tutti la vedono almeno una volta nella vita". Yoji Isogai, esperto di arte ed editorialista del Shinbijutsu Shimbun, descrive così la più importante statua buddista del Giappone.
Alta 153 centimetri, vuota all'interno e rivestita di lacca, l'opera è stata portata insieme ad altre quattordici statue al museo nazionale di Tokyo per una mostra commemorativa dei 1.300 anni del tempio Kofuku-ji di Nara, da cui proviene. Gli addetti ai lavori prevedono che attirerà più di un milione di visitatori. Negli ultimi anni l'arte buddista è tornata in voga in Giappone, spiega il settimanale Aera. E questo appuntamento ha riacceso l'interesse intorno alla figura di Ashura: le riviste dedicano lunghi approfondimenti a questa divinità, mentre i canali tv Nhk e Asahi hanno già annunciato puntate speciali sull'argomento.
Nato dal bramanesimo indiano come protettore celeste e passato al buddismo come guardiano, Ashura è famoso per le sue doti di combattente. Ha un fisico snello e un volto moderno, molto vicini ai canoni di bellezza di oggi. E piace anche per questo. "La mostra al museo nazionale sarà un successo perché attirerà i giovani", conclude Isogai.
di Alessia Cerantola per Internazionale
Alta 153 centimetri, vuota all'interno e rivestita di lacca, l'opera è stata portata insieme ad altre quattordici statue al museo nazionale di Tokyo per una mostra commemorativa dei 1.300 anni del tempio Kofuku-ji di Nara, da cui proviene. Gli addetti ai lavori prevedono che attirerà più di un milione di visitatori. Negli ultimi anni l'arte buddista è tornata in voga in Giappone, spiega il settimanale Aera. E questo appuntamento ha riacceso l'interesse intorno alla figura di Ashura: le riviste dedicano lunghi approfondimenti a questa divinità, mentre i canali tv Nhk e Asahi hanno già annunciato puntate speciali sull'argomento.
Nato dal bramanesimo indiano come protettore celeste e passato al buddismo come guardiano, Ashura è famoso per le sue doti di combattente. Ha un fisico snello e un volto moderno, molto vicini ai canoni di bellezza di oggi. E piace anche per questo. "La mostra al museo nazionale sarà un successo perché attirerà i giovani", conclude Isogai.
di Alessia Cerantola per Internazionale



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